da vedere: Piccoli omicidi

Voglio segnalarvi un film che ho guardato su Cielo qualche giorno fa:   Piccoli omicidi (Little murders), del 1971 , regia Alan Arkin, da una commedia di Jules Feiffer.

Patsy, una ragazza di vivace temperamento, conosce per caso Alfred, un apatico nichilista di professione fotografo (di merda, letteralmente). Decide di cambiarlo, di renderlo capace di “sentire” , credere e reagire. Patsy porta Alfred a conoscere i suoi: l’irascibile signor Newquist, la perbenissimo signora Newquist e  lo psicolabilissimo secondogenito, gay non dichiarato. Patsy e Alfred si sposano. Proprio quando sembra che il ragazzo stia per uscire dal suo stato di torpore grazie all’aiuto di lei, questa viene uccisa, vittima di un’ondata di violenza insensata, incomprensibile e inarrestabile che sta colpendo la città. Caduto in trance, Alfred va a stare dai suoceri. Intanto per il dilagare della violenza vengono blindate le finestre.                                                                                                                                     Parte finale: Alfred esce di casa e gira con la sua macchina fotografica per il gioioso parco cittadino. Torna a casa con un mazzo di fiori per la suocera e un… un fucile (-Perchè l’hai comprato? – Era a sconto). Irrompe la più completa e assurda follia: Alfred, suocero e cognato sparano ai passanti dalla finestra di casa, ridono ed esultano.                                                                                   E’ pronta la cena e tutti a tavola. La camera stringe in un primo piano sulla signora Newquist: “E’ bello sentire la mia famiglia ridere di nuovo. Ultimamente sono stata seriamente preoccupata”.

Il film dà un quadro grottesco e sarcastico di un salotto familiare lindo e curato nell’arredamento.    I personaggi sono psicopatici (o comunque nevrotici) e avulsi dalla realtà (es. passano davanti a un incendio continuando a parlare come se nulla fosse o rispondono alle telefonate del maniaco senza esserne intimoriti).    Da una parte ci vengono mostrati esempi di figli del 68, come gli atei-nichilisti che hanno rifiutato tutto quello in cui si può credere e per cui si può combattere (n.b.), dall’altra parte i difensori della tradizione, amanti delle istituzioni e della banal-normalità borghese. , Anche se sono disegnati con tratti caricaturiali, questi personaggi ci assomigliano spaventosamente e questo ci lascia inquieti.

Per concludere: una black comedy acuta e originale, divertente e tragica. Una critica caustica alla società americana appena passata attraverso al 68 (e alla società occidentale in generale).                                                                                  Tra l’altro,  io ci vedo pure una via non scontata di interpretare un certo tipo di violenza (non scordiamoci gli anni in cui viene girato il film):              scoppio di brutalità senza scopo, completamente insensato;  puro sfogo di istinti, o meglio, di troppi istinti repressi;  una di quelle “irregolarità” che si rendono necessarie per condurre vite “normali”.

Ma il commento fatevelo da soli.                                                                                        Vi lascio il trailer e due link.

Il matrimonio                 http://www.youtube.com/watch?v=dBxiMLiODH8

Artista di merda             http://www.youtube.com/watch?v=vhlBN18WZkA

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. notanative
    Mar 15, 2011 @ 21:03:46

    Ciao, quel film l’ho rivisto anche io dopo tanti anni, tanto che non mi ricordavo la trama. E’ un gioiellino. Mi ha fatto piacere leggere la tua acuta recensione sbirciando tra i feed della blogoclasse. Grazie.
    roberta

    Rispondi

  2. blacktinkerbell
    Mar 20, 2011 @ 15:17:41

    me lo guardo volentieri!grazie del consiglio 🙂

    Rispondi

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