Harold and Maude: guardatevelo su!!!

Vi segnalo un altro “cult movie” del 1971:  Harold and Maude, regia Hal Ashby, scritto da Colin Higgins, con la mitica Ruth Gordon (la “vicina di casa” in Rosemary’s baby).   Si tratta di una miscela di elementi macabri, ottimistici, malinconici e comici, arricchita dalle canzoni di Cat Stevens (dall’album Tea for the tillerman, tranne If you want to sing out, sing out che è stata scritta da Cat proprio per il film).  L’invito che il film lancia è chiaro: vivi, come ti pare, ma vivi!  Rivendica la libertà dell’essere strambi e/o considerati tali, la libertà di condurre  esistenze non descrivibili all’interno del quaderno righettato delle convenzioni.

Harold è un ventenne ricco e solo che ha, per usare un eufemismo, il senso del macabro: passa il tempo inscenando suicidi e andando a funerali. La madre, fredda,  autoritaria e sempre occupata nel dare party, cerca di imporgli quello che secondo lei è il suo bene.   Harold conosce Maude, arzilla 79enne amante della vita in tutti i suoi aspetti e forme, e tra i 2 nasce una intensa intesa, un amore. Maude fa scoprire al giovane il piacere degli odori, del gusto, della musica, del tatto, dell’osservare le cose che nascono, crescono, muoiono e si trasformano in altro, in un ciclo gioioso. Poi il piacere dell’ “ognuno ha il diritto di essere considerato un idiota” e il piacere del vivere, a volte anche farsi male, ma sempre vivere. Intanto la madre di Harold gli organizza appuntamenti con delle ragazze e, dopo che Harold si è liberato dalle pretendenti con le sue escogitazioni macabre (vedi video sotto), gli impone di entrare nell’esercito. Harold riuscirà a scampare anche da questa costrizione con una messa in scena. Poi dichiara alla madre che si sposerà con Maude.  A questo punto c’è una scena che mi piace molto, un attacco a Harold su 3 fronti: 1.l’intellettualismo: discorso dello psicologo (con dietro foto di Freud);  2.la società civile e le sue istituzioni: discorso dello zio generale (con dietro foto di Nixon) 3.l’istituzione religiosa: discorso del prete (con dietro foto del papa).  Quest’ultimo discorso è il più divertente perchè il prete insiste con puntigliosa morbosità sull’aspetto sessuale della relazione tra Maude e Harold come solo un religioso cattolico può fare.

Il finale non ve lo racconto, sperando che qualcuno di voi si  vada a guadare il filme!!!

 

 

 

 

 

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da vedere: Piccoli omicidi

Voglio segnalarvi un film che ho guardato su Cielo qualche giorno fa:   Piccoli omicidi (Little murders), del 1971 , regia Alan Arkin, da una commedia di Jules Feiffer.

Patsy, una ragazza di vivace temperamento, conosce per caso Alfred, un apatico nichilista di professione fotografo (di merda, letteralmente). Decide di cambiarlo, di renderlo capace di “sentire” , credere e reagire. Patsy porta Alfred a conoscere i suoi: l’irascibile signor Newquist, la perbenissimo signora Newquist e  lo psicolabilissimo secondogenito, gay non dichiarato. Patsy e Alfred si sposano. Proprio quando sembra che il ragazzo stia per uscire dal suo stato di torpore grazie all’aiuto di lei, questa viene uccisa, vittima di un’ondata di violenza insensata, incomprensibile e inarrestabile che sta colpendo la città. Caduto in trance, Alfred va a stare dai suoceri. Intanto per il dilagare della violenza vengono blindate le finestre.                                                                                                                                     Parte finale: Alfred esce di casa e gira con la sua macchina fotografica per il gioioso parco cittadino. Torna a casa con un mazzo di fiori per la suocera e un… un fucile (-Perchè l’hai comprato? – Era a sconto). Irrompe la più completa e assurda follia: Alfred, suocero e cognato sparano ai passanti dalla finestra di casa, ridono ed esultano.                                                                                   E’ pronta la cena e tutti a tavola. La camera stringe in un primo piano sulla signora Newquist: “E’ bello sentire la mia famiglia ridere di nuovo. Ultimamente sono stata seriamente preoccupata”.

Il film dà un quadro grottesco e sarcastico di un salotto familiare lindo e curato nell’arredamento.    I personaggi sono psicopatici (o comunque nevrotici) e avulsi dalla realtà (es. passano davanti a un incendio continuando a parlare come se nulla fosse o rispondono alle telefonate del maniaco senza esserne intimoriti).    Da una parte ci vengono mostrati esempi di figli del 68, come gli atei-nichilisti che hanno rifiutato tutto quello in cui si può credere e per cui si può combattere (n.b.), dall’altra parte i difensori della tradizione, amanti delle istituzioni e della banal-normalità borghese. , Anche se sono disegnati con tratti caricaturiali, questi personaggi ci assomigliano spaventosamente e questo ci lascia inquieti.

Per concludere: una black comedy acuta e originale, divertente e tragica. Una critica caustica alla società americana appena passata attraverso al 68 (e alla società occidentale in generale).                                                                                  Tra l’altro,  io ci vedo pure una via non scontata di interpretare un certo tipo di violenza (non scordiamoci gli anni in cui viene girato il film):              scoppio di brutalità senza scopo, completamente insensato;  puro sfogo di istinti, o meglio, di troppi istinti repressi;  una di quelle “irregolarità” che si rendono necessarie per condurre vite “normali”.

Ma il commento fatevelo da soli.                                                                                        Vi lascio il trailer e due link.

Il matrimonio                 http://www.youtube.com/watch?v=dBxiMLiODH8

Artista di merda             http://www.youtube.com/watch?v=vhlBN18WZkA

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